Settimo giorno (2 marzo)
Ieri notte il mio sonno è stato anche peggio. Tuttavia, alle 6:00 mi sentivo in forma e pronta per la mia sessione di yoga.
Questa volta mi sono esercitata con più cautela: sono consapevole che il mio corpo non può mantenere gli stessi ritmi.
Durante la notte non ho rinunciato alla mia preziosa immersione. Ho anche sentito la necessità di aprire le due finestre della camera da letto affinché si impregnasse dell’aria esterna fredda e umida.
Per la prima volta, mi sono resa conto che anche la completa esposizione della pelle all’aria, insieme al piacevole cinguettio mattutino di quei pochi uccelli che vivono qui (mai sentito con le finestre chiuse!), mi permettono un’immersione intensa nella natura, seppure mi trovi in cima ad un edificio di cemento.
Durante il giorno, ho ripreso a leggere articoli sul digiuno a secco, soprattutto per prepararmi a capire quale sia il momento giusto per uscirne.
Nel pomeriggio ho camminato lungo il fiume per oltre un’ora con mio marito. Faceva freddo e c’era molto vento, ma stavo bene: per la prima volta in sette anni in cui vivo qui, ho apprezzato il temibile, umido freddo invernale del lungo Tamigi.
Mio marito mi ha fatto notare che le mie mani non erano fredde e ghiacciate come al solito. In effetti, fin dall’inizio del mio digiuno avevo completamente dimenticato il “fenomeno Raynaud” che mi ha sempre perseguitato (fa anch’esso parte del quadro fibromialgico). Notai con piacere che le dita erano di un rosso eterogeneo.
Stasera, per la prima volta dall’inizio della mia pratica del digiuno a secco, ho risentito per quel fastidioso e persistente dolore all’anca destra, che mi ha accompagnato per tre interi anni – non era mai sparito nemmeno per un solo giorno nonostante la fisioterapia, mirati esercizi di Pilates, massaggi professionali ecc …
Nei precedenti giorni di digiuno non era mai stato presente e spero che, come spiegato dagli specialisti, la ricomparsa o l’esacerbazione dei fastidi cronici indichi che il corpo sta agendo su quei punti per guarire.
Tuttavia, la mia lingua è meno patinata, quindi posso avere lunghe conversazioni in famiglia; la produzione di saliva è ora sufficiente per tale scopo e la lingua stessa è più pulita e fresca … Nel complesso, sono sempre più soddisfatta e ottimista piuttosto che impaurita. Sento che il mio corpo funziona correttamente